Palazzo Te allo specchio

Quale futuro per i beni architettonici? Progettare tra fotografia_digitale_rilievo per la valorizzazione del patrimonio
13/01/2013 – 10/02/2013


Comunicato stampa


Oscar Wilde nè “Il Ritratto di Dorian Gray” denunciava il doppio volto della bellezza: l’eterna giovinezza a prezzo della corruzione dell’anima. Oggi il rischio del patrimonio architettonico è il medesimo: la conservazione del monumento a costo di una sua commercializzazione. Quali e quante prospettive si aprono a fronte di questa riflessione? I problemi legati alle metodologie del restauro degli ultimi 70 anni appaiono ormai datati alla luce della cogenza di un problema ben più grave: l’irreperibilità di fondi per eseguire anche le manutenzioni ordinarie del patrimonio storico. Le criticità si stanno spostando dal piano culturale a quello economico, e l’attuale congiuntura non è sicuramente favorevole. Occorre quindi anteporre il management del monumento alla sua conservazione, anche perché abbiamo capito che oggigiorno la gestione economica sta al restauro come l’ossigeno alla vita umana.
Come addetti ai lavori, come operatori culturali prima che soggetti economici, non possiamo però farci sfilare il coordinamento delle azioni, al fine di mantenere la tutela del patrimonio come problema eminentemente di architettura. Come fare? Il proposito di questa mostra è di aprire una porta verso il futuro nella progettazione architettonica, tra fotografia, digitale e rilievo per il patrimonio architettonico. L’organizzazione di eventi e mostre potrebbe costituire un volano per il marketing dell’architettura storica italiana e del mondo intero, e potrebbe divenire principale motore di fundraising per il restauro dei beni.
I rilievi di Palazzo Te, condotti all’interno del Laboratorio del Rilievo e Progetto Città di Mantova afferente il Polo territoriale mantovano del Politecnico di Milano (diretto da Alessandro Bianchi), sono il risultato di otto anni di ricerca basata sul rilievo materiale del patrimonio architettonico del territorio dei Gonzaga. Lo sviluppo delle tecniche digitali per il progetto si fonda su un attento studio della fotografia di Luigi Ghirri e della sua personale rappresentazione del paesaggio della pianura Padana. La scelta delle linee, della scansione del territorio attraverso la misura della “soglia”, e della necessità di cogliere la quotidianità - e di renderla importante - nella straordinarietà della memoria storica. “Oggi” importante come “ieri”, in una continuità di preservazione dei valori, nelle forme e nei simboli che si trasformano.
Giulio Romano e Palazzo Te sono il nostro pretesto, sono l’antenato e il prodotto del lavoro di ingegno, che ieri come oggi nutrono la coscienza degli uomini sensibili, che in ogni tempo cercano un motivo e una giustificazione alla propria esistenza. E queste ragioni vivono nella continua tensione verso il recupero di ciò che eravamo nella novità del contemporaneo, nella contraddizione vitale degli stili e dei modelli teorici, nella sintesi ibridativa della coabitazione.
I rilievi delle facciate di Palazzo Te eseguiti con tecnica fotografica alla grande scala sono un’opportunità per lo sviluppo degli studi su Giulio Romano e la sua architettura, per i filologi e i detrattori, ma anche un pretesto per affermare che lo strumento può divenire fine. Un fine per incuriosire anche quel pubblico non interessato ai temi specialistici, per allargare la conoscenza – anche su digressioni forse ritenute marginali – a quell’humanité che piaceva a Victor Hugo, quella della quotidianità. Solo così si vincerà la scommessa contro l’apatia dell’opinione pubblica verso la comune memoria storica.
Le tecniche progettuali utilizzate per la redazione dei pannelli, la composizione grafica delle masse, l’uso del colore e del fondo nero, sono parte di quella sintesi cercata nel Laboratorio che muove dal tentativo di raccontare il frammento (le facciate nella loro estrazione singola) come una novella, con un incipit, uno svolgimento e una conclusione. I frammenti cercano una loro conclusione individua che trova completamento nel rigore della misura, delle proporzioni cercate e rivelate, nella sequenza dei rilievi pregressi, nell’evidenza analitica delle variazioni morfologiche dell’edificio nel tempo. Gli ampliamenti, i restauri e le manutenzioni di 500 anni di storia hanno prodotto l’immagine di Palazzo Te oggi, e il rilievo presentato vuole essere la fotografia aperta al giudizio dei posteri, di chi giudicherà domani le nostre azioni presenti, al di là dei preconcetti che opacizzano la nostra sfera di cristallo.

PALAZZO TE AT THE MIRROR
What future for the architectural heritage? Designing among photography_digital_survey for the enhancement of heritage

Exhibition at the Fruttiere of Palazzo Te, from January the 13th to February the 10th, 2013

Oscar Wilde in “The Picture of Dorian Gray” denounced the double face of beauty: eternal youth at the price of corruption of the soul. Nowadays, the risk befalling architectural heritage is the same: preservation of the monument at the price of its marketing. Which perspectives may arise from such a remark? Problems connected to the 70’s methodologies of preservation appear now as out-of-date due to the cogency of a much relevant problem: the unavailability of the finances needed to carry out even the most ordinary maintenance procedures. The critical urgency is shifting from a cultural to an economical dimension and the present times are not favorable ones. It is necessary, therefore, to make the management of the monument a previous step to its preservation, also for the reason that we understand that nowadays the economic management stands to preservation as oxygen to human life.
As people in charge, as being cultural operators before being economic ones, we cannot afford to be deprived of the coordination of the process, in order to ensure preservation to be regarded as a primary issue for architecture. How to carry this out? The purpose of the present exhibition is to create a doorway towards the future for architectural design linked to photography, to the digital world and to the survey for architectural heritage. The organization of exhibition and events might build up a flywheel for a marketing for historical architecture, Italian and world-wide, and it might become the main power source of fundraising for its preservation.
Palazzo Te’s architectural surveys, completed within Mantova’s City Survey and Design Laboratory referred to Milano Politecnico’s campus in Mantova (director Alessandro Bianchi), are the results of eight years of research based upon material survey of Gonzaga’s lands architectural heritage. The processing of digital techniques for the design is based upon an attentive inquiry on Luigi Ghirri’s photography and on his personal way of representing the Pianura Padana. The choice of lines, of scanning the land by measuring the “threshold” and of the necessity of grasping the daily feature of things – giving it importance – within the exceptionality of historical memory.
This is, nowadays, as important as it was before, in a continuity of the dynamic of values preservation, within forms and within the changing symbols. Both Giulio Romano and Palazzo Te are an excuse, they are the foreword and the outcome of a work of genius, which then just as much as now feeds the conscience of sensitive men, who in every age attempt to find a reason and a justification for their own existence. These reason keep on living tending to retrieve the way we used to be in the news of contemporary times, within the vital contradiction of styles and theoretic models, within the hybrid synthesis of cohabitation. The architectural surveys of Palazzo Te’s façades carried out by the aid of photographic techniques for the higher scale, are for philologists and detractors an opportunity for the development of further studies on Giulio Romano and his architecture, but also an excuse to claim that an instrument can become aim. An aim set in order to make a public not that interested in specialized
issues curious, in order to widen knowledge – even regarding marginal digressions – to a humanité like the one loved by Victor Hugo, the one of a daily-basis This is the only way to win the bet against public opinion’s apathy towards a common historical memory.
The graphic techniques adopted for the redaction of the panels, the graphic layout of masses, the use of color and of the dark background, are but only a glimpse of that synthesis researched within the Laboratory which drifts away from an attempt of depicting a fragment (like the façades picked one by one) as a story with an incipit, a development, an ending. Fragments try to reach an individual conclusion which eventually finds completion in the rigor of measure, of sought-after and revealed proportions, in the sequence of previous surveys, in the analytical evidence of morphological variations of the building through time. Half a millennium of extensions, restoration and maintenance created the image of today of Palazzo Te and the exhibited survey claims to be a photograph open to the judgment of posterity, of those who will be the judge of our present actions, free of preconceptions that matt our crystal ball.

Promotori / Promoter:
Comune di Mantova
Museo Civico di Palazzo Te
Fondazione Cariplo

Organizzatori / Organizer:
Politecnico di Milano - Polo di Territoriale di Mantova www.polo-mantova.polimi.it
Distretto Culturale Le Regge dei Gonzaga www.reggedeigonzaga.it
Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te

Mostra a cura di / Exhibition edited by:
Alessandro Bianchi

Coordinamento / Coordination by:
Massimiliano Zigoi

Progetto grafico / Graphic design::
Sigla Agenzia di Comunicazione Mantova





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